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venerdì, 16 febbraio 2007

Sergio Costa - Su mille ritrovate labbra

 

***

 

 

Più che la paura del buio è la necessità

della luce, più che il presentimento del vuoto

l’esigenza (filiale) di un appoggio concreto

 

Se adesso, esempio, cominciassimo a scendere

verso le cantine, i magazzini, i sotterranei

parcheggi, comincerei senz’altro a tremare

 

a tradire me stesso ai tuoi occhi... e sarei

(fra i tanti colpevoli) il solo a singhiozzare

già fiutando il sottosuolo   

 

 

 

***

 

 

D’improvviso un’incredibile forza, una spinta

sconosciuta ci aspira verso l’alto, verso il cielo

 

Il corpo che per un attimo sembrò appesantirsi

(come di un crimine) rifiata ora nell’aria

divenuta più chiara: fluttua già pensando

alla carne che si sfalda… ai capelli e alla pelle

di lei ancora fradici dell’ultima do

ccia

postato da: cassiodorov alle ore 11:37 | link | commenti (1)
AUTORI: sergio costa