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Più che la paura del buio è la necessità
della luce, più che il presentimento del vuoto
l’esigenza (filiale) di un appoggio concreto
Se adesso, esempio, cominciassimo a scendere
verso le cantine, i magazzini, i sotterranei
parcheggi, comincerei senz’altro a tremare
a tradire me stesso ai tuoi occhi... e sarei
(fra i tanti colpevoli) il solo a singhiozzare
già fiutando il sottosuolo
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D’improvviso un’incredibile forza, una spinta
sconosciuta ci aspira verso l’alto, verso il cielo
Il corpo che per un attimo sembrò appesantirsi
(come di un crimine) rifiata ora nell’aria
divenuta più chiara: fluttua già pensando
alla carne che si sfalda… ai capelli e alla pelle
di lei ancora fradici dell’ultima do
ccia